Territorio
Coordinate 42°09’42.8″N 12°26’11.3″E
Altitudine NP
Superficie NP
Abitanti NP
Densità NP
Frazioni NP
Comuni confinanti NP

Sito web: http://www.comunedimaglianoromano.it/

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Benvenuti nel borgo più remoto del Parco. Che ci si arrivi da Campagnano, dalla Flaminia o dal Treja, il centro di Magliano Romano compare all’improvviso, circondato da campagne e da boschi dall’aspetto solitario. Anche se i chilometri di distanza da Roma sono pochi di più, l’edilizia moderna di Formello, Campagnano e Sacrofano non è arrivata fin qui. L’agricoltura, il taglio dei boschi e l’allevamento sono rimaste attività importanti. La storia di Magliano Romano e del suo territorio è analoga a quella degli altri centri del Parco. Anche qui si succedono Falisci, Etruschi e Romani, poi un Medioevo fatto di scorrerie, di guerre e di fede lascia il posto ai secoli in cui il potere è appartenuto alle grandi famiglie di Roma (Anguillara, Orsini, Cesi, Borromeo, Chigi e infine Arnaldi). Tra i primi segni dell’Italia unita è il decreto del 1907 che sostituisce il vecchio nome di Magliano Pecorareccio con quello attuale. Il Castello baronale, che stupisce per le sue dimensioni, incombe su chi s’inoltra nel centro. Nonostante l’aspetto severo, però, non ha un’origine remota. Dall’antichità al Duecento, infatti, Magliano sorge più a ovest, sul colle del Casale. Nel 1241 l’abitato viene raso al suolo 30 Borghi del Parco Magliano Romano dalle truppe di Viterbo, e viene fondato il borgo attuale. Il castello, che nasce nel Trecento, viene trasformato più tardi in un palazzo, con uno stile che ricorda quello del Vignola. La rampa che lo aggira a sinistra porta a una piazzetta sulla quale si affaccia un solenne portale bugnato. All’interno s’impongono all’attenzione lo scalone monumentale, gli arredi e i camini del piano nobile. La Via Romana, che taglia il borgo, conduce alla chiesa di San Giovanni Battista. Sorta anch’essa nel Trecento, è stata trasformata più volte. La facciata è del 1932. L’interno, trasformato in stile barocco, è stato riportato alla originaria semplicità da interventi successivi. Risalgono al Cinquecento gli affreschi delle tre absidi, attribuiti ai fratelli Federico e Taddeo Zuccari. Sono stati staccati e portati a San Giovanni Battista anche gli affreschi della chiesa di San Michele Arcangelo (o degli Angeli), nata nell’alto Medioevo in una tomba etrusca, ma che all’inizio del Novecento era in completo abbandono. Nell’abitato moderno è la chiesa dell’Assunta. All’esterno del borgo di Magliano Romano, delle grotte accolgono le chiese di San Michele Arcangelo, Santa Vittorina e Sant’Anna. Quest’ultima è stata probabilmente fondata da monaci arrivati dall’Asia minore. La terza domenica di aprile Magliano Romano ospita la Festa della Pecora. Si può assistere alla preparazione di formaggi e si possono degustare piatti di carne di pecora e di agnello, accompagnati da vino locale.

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