Conquista romana

Dopo la conquista di Veio la maggior parte della popolazione scampata al massacro fu ridotta in schiavitù, mentre il territorio fu frazionato e concesso ai cittadini romani. L’Imperatore Augusto nel 27 d.C. elevò la città al rango di Municipio al fine di arrestarne la decadenza. Tuttavia, già alla fine del I sec. d.C. il centro andò spopolandosi ed in poco meno di un secolo venne totalmente abbandonato. L’espansione romana si realizzò con la costruzione di importanti arterie stradali che collegavano Roma con i territori conquistati. Alla fine del III sec. a.C. fu costruita la via Flaminia per collegare l’agro falisco, l’Umbria e il Piceno, mentre nel II sec. a.C. la via Cassia per raggiungere i centri di Chiusi, Arezzo e Firenze.

Altrettanto importanti erano alcune strade che si staccavano dalla Cassia: nei pressi della “Tomba di Nerone” partiva la via Veientana che si dirigeva a Veio, mentre dall’antica stazione di posta di Vaccanae (Baccano) presso Campagnano di Roma, si staccava la via Amerina che raggiungeva l’Umbria. Le vie consolari, oltre alla funzione di collegamento militare e commerciale, avevano anche un valore funerario. Infatti, erano costellate di tombe monumentali e necropoli come la vasta necropoli di Grottarossa lungo la via Flaminia ed il mausoleo dei Veienti lungo la via Veientana.
Le campagne attraversate dalle vie consolari si popolarono inoltre di ville rustiche e residenziali, alcune delle quali legate a personaggi importanti della vita politica romana, come la villa di Lucio Vero sulla Cassia e quella di Livia lungo la Flaminia.
La cristianizzazione di questo territorio è invece testimoniata dalla presenza di alcune catacombe: Monte Stallone e la catacomba ad vicesimum a Morlupo.