Tra le specie più affascinanti che popolano i boschi e i corsi d’acqua del Parco vive un piccolo anfibio raro e prezioso: la Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina perspicillata). Discreta, elusiva e attiva soprattutto di notte, rappresenta uno dei simboli della biodiversità forestale dell’Italia centrale.

- Classe: Anfibi
- Ordine: Caudata
- Famiglia: Salamandridae
- Genere: Salamandrina
- Specie: perspicillata
La Salamandrina dagli occhiali è un urodelo di piccole dimensioni, con un corpo snello e delicato. Gli adulti misurano tra i 6 e i 13 centimetri, e le femmine sono generalmente più grandi dei maschi.
Il dorso è scuro e leggermente ruvido al tatto. La testa, appiattita e ben distinta dal corpo, presenta il dettaglio che conferisce il nome a questa specie: una macchia giallastra tra gli occhi, a forma di V rovesciata, che ricorda proprio un paio di occhiali.

Le parti ventrali degli arti e della coda sono di colore rosso acceso, una tonalità che svolge una funzione di segnale aposematico: i colori vivaci (come il rosso, il giallo, l’azzurro e l’arancione) comunicano la presenza di sostanze tossiche o di cattivo sapore, scoraggiando l’attacco. L’addome mostra inoltre un mosaico unico di macchie nere e rossastre su fondo bianco. La livrea ventrale è diversa in ogni individuo, come una vera e propria impronta digitale naturale.
Dove vive?
La Salamandrina perspicillata è una specie endemica dell’Appennino italiano: il suo areale si estende dalle provincie di Genova, Alessandria e Pavia fino alla Campania settentrionale.
Nel Lazio è ampiamente diffusa soprattutto sui rilievi antiappenninici, dai Monti Cimini, Monti Lepini agli Aurunci, ma è presente anche nelle località planiziali con quote di poco superiori al livello del mare, quali le riserve naturali di Monterano e dell’Insugherata, i parchi regionali della Valle del Treja e di Veio.
Habitat e comportamento
Specie tipicamente collinare, è strettamente legata ai boschi subtermofili e mesofili. Ha abitudini notturne ed è molto difficile da osservare: trascorre gran parte dell’anno nascosta nel sottobosco, sotto pietre e tronchi marcescenti o nelle fessure del terreno.
È una specie prevalentemente terrestre. Solo durante il periodo riproduttivo — generalmente tra marzo e maggio — le femmine si recano in acqua per deporre le uova. In alcune popolazioni del Lazio è stata osservata anche una deposizione autunnale.
Le uova vengono fissate singolarmente a radici, rami, foglie morte e pietre, nei tratti più tranquilli di ruscelli e torrenti, dove la corrente è moderata. Alla schiusa, le larve misurano pochi millimetri e presentano evidenti branchie esterne, che scompaiono con la metamorfosi.
Una specie da proteggere
La salamandrina dagli occhiali è considerata specie di interesse comunitario ed è inserita negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat 92/43/CEE, uno dei principali strumenti europei per la tutela della biodiversità.
Come tutti gli anfibi, è particolarmente sensibile alle alterazioni ambientali. La sua sopravvivenza dipende: dalla qualità delle acque dei piccoli corsi d’acqua, dalla presenza di vegetazione riparia ben conservata e dall’integrità dei boschi circostanti.
Inquinamento, rimozione della vegetazione e frammentazione forestale rappresentano minacce concrete per questa specie.
Un indicatore della salute dell’ecosistema
La presenza della salamandrina è un importante segnale di buona qualità ambientale. Proteggere i ruscelli e i boschi del Parco significa salvaguardare non solo questa piccola salamandra, ma l’intero equilibrio ecologico del territorio.
Nel Parco di Veio, la tutela degli ambienti forestali e delle zone umide contribuisce a garantire un futuro a questa specie unica dell’Appennino.





