Tra gli uccelli più comuni e affascinanti del Parco di Veio vi sono le cince, piccoli passeriformi che popolano boschi, aree agricole e giardini. Grazie alla varietà degli ambienti presenti nel Parco, questi uccelli trovano habitat ideali per alimentarsi e riprodursi.

Le Cince
Le Cince

Le cince appartengono alla famiglia dei Paridi e sono facilmente riconoscibili per il comportamento agile e curioso: saltano tra i rami e perlustrano incessantemente foglie e cortecce alla ricerca di insetti e larve.

Tra le specie segnalate nel Parco di Veio figurano la Cinciallegra (Parus major) e la Cinciarella (Cyanistes caeruleus) (FOTO a fianco), le specie più comuni ed ubiquitarie, la Cincia mora (Periparus ater) molto rara e solo svernante  e la Cincia bigia (Poecile palustris) con distribuzione molto frammentaria.

Le cince sono prevalentemente insettivore, si nutrono di bruchi, larve, ragni e piccoli insetti che catturano tra la vegetazione. In autunno e inverno integrano la dieta con semi, bacche e frutti, contribuendo anche alla dispersione dei semi di numerose specie vegetali.

Le Cince, nido
Le Cince, nido

La nidificazione avviene generalmente tra aprile e giugno. Le cince costruiscono il nido all’interno di cavità naturali degli alberi, vecchi tronchi o nelle cassette nido utilizzate da Parco per i monitoraggi faunistici. La femmina depone da 6 a 12 uova, che vengono covate per circa due settimane. Dopo la schiusa, entrambi i genitori collaborano nell’allevamento dei piccoli.

Le cince sono considerate preziose alleate degli ecosistemi forestali perché contribuiscono al controllo delle popolazioni di insetti fitofagi, limitando naturalmente la diffusione di specie dannose per alberi e colture. La loro presenza indica inoltre la buona qualità ambientale degli habitat boschivi.

Le migliori occasioni per osservare le cince si hanno nelle aree boscate e lungo i sentieri che attraversano le forre e i valloni del Parco. Il loro richiamo squillante e il continuo movimento tra i rami permettono spesso di individuarle prima ancora di vederle.